L’incommentabile “coerenza” di Daniele Capezzone.

Alla vigilia del voto della Consulta sul Lodo Alfano, Daniele Capezzone scriveva nel suo editoriale su Il Velino:

Se la Corte dovesse confermare il Lodo (o comunque se la sentenza non avrà i connotati di una bocciatura totale), l’Esecutivo avrà tutti i titoli non solo per governare, ma per spegnere definitivamente le velleità degli “haters” antiberlusconiani; se invece dovesse venire un responso negativo e i soliti noti provassero a insidiare il Governo, Berlusconi e il Pdl faranno bene a rivolgersi direttamente agli elettori affinché impediscano il rovesciamento degli esiti elettorali. E anche nel caso peggiore, cioè quello di un Governo costretto alla crisi, è bene dire sin d’ora che non può esserci alternativa rispetto ad un rapidissimo ritorno alle urne, senza pasticci di Palazzo. 

Abbastanza chiaro: nel caso di una bocciatura ci vorrebbero elezioni anticipate, per sventare la possibilità di un governo tecnico che sovverta gli esiti elettorali.

Il Lodo Alfano viene bocciato. E cosa dichiara Capezzone?

La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche. Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano. E il popolo sovrano, alle elezioni politiche, ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il governo e il premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani.

Cioè il contrario di quanto scritto solo due giorni prima. 

E ancora. Ricorderete certo gli attacchi che Berlusconi ha mosso al Capo dello Stato a seguito del no al Lodo Alfano. Attachi la cui furia scopriamo essere motivata, scrive Feltri, dal fatto che Napolitano avrebbe garantito il passaggio del Lodo in cambio del ritiro, da parte del PDL, dell’emendamento “blocca processi”. Napolitano è “di sinistra” perché non mantiene accordi che non potrebbe mantenere, dunque.

Capezzone, tuttavia, fa finta di niente. E mentre tutte le agenzie riportano le frasi di Berlusconi sul Presidente della Repubblica, che “sappiamo da che parte sta”, sentenzia:

Da tempo, non commento più gli insulti dell’Idv contro il premier e il Pdl. Ma è indecente che, anche dopo la sentenza della Consulta, l’Italia dei valori, con Di Pietro e i suoi squadristi di supporto in servizio permanente effettivo, abbia proseguito e anzi addirittura aggravato il suo attacco contro il capo dello Stato.

Niente di sorprendente, del resto, per chi non solo difende ma è addirittura portavoce di un Presidente del Consiglio che solo fino a qualche anno fa, da Radicale, paragonava a Wanna Marchi o al matto di una barzelletta. E del cui governo diceva:

L’Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero “ecosostenibili”. [...] Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un’autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve, contro l’aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all’ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello.

E ancora:

Sarebbe un’ eresia dirsi d’ accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica.

Da tempo non dovremmo più commentare la tua assoluta incoerenza, caro Capezzone. 


[Francesco Nardi propone un'analisi dell'articolo qui]


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2 thoughts on “L’incommentabile “coerenza” di Daniele Capezzone.

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