[Instant Blogging] Resoconto dell’episodio di Ballarò sui casi Marrazzo, Mills e Tremonti (con telefonata di Berlusconi).

ballaro

(21:10) Copertina di Crozza: “Marrazzo pare che per scegliersi la trans abbia fatto le primarie. Invece di due euro la tessera ne costava tremila”. E poi commenta: “Io rivoglio Prodi”. Rosy Bindi: “anch’io”. Crozza stuzzica: “Ho capito perché al PD piacciono tanto le primarie: sono le uniche elezioni in cui un suo candidato può vincere”. Applauso fiacco.

(21:17) Servizio su “PD e PDL alla svolta”. In cui vengono inquadrati manifestanti che gridano al “regime”. Si dimostra come non ci sia stata alcuna tempesta di neve su San Pietroburgo, e che quindi Berlusconi abbia mentito. Una anziana signora dice: “io non vedo la politica, vedo accanimento ad personam“. Diversi intervistati dicono, prendendo spunto dalle dimissioni di Marrazzo: “ora è Berlusconi che dovrebbe dimettersi”. Un inciso: nel complesso il servizio è del tutto sbilanciato a favore dell’opposizione.

(21:23) Bindi: il caso Marrazzo non cambia nulla per quanto riguarda le vicende di Berlusconi. E attacca: anche “autorevoli fondazioni del suo schieramento politico” hanno detto che Berlusconi abbia utilizzato favori sessuali per elargire candidature. Noi “non abbiamo mai chiesto le dimissioni di Berlusconi”, chiediamo soltanto “che venga accettata la sentenza“. 

(21:27) Alfano: io non giudico le sentenze. Si tratta di una sentenza che non è in riferimento diretto al Presidente del Consiglio. La sentenza “riguarda un cittadino inglese“. La sentenza d’appello non è un “aperitivo di condanna“. E sulla finta bufera: “la questione della neve è una questione assolutamente marginale che serve a coprire il punto di fondo: che in Russia, un grande Paese, Berlusconi è un leader credibile”. Floris: “ma è chiaro che non nevicava”. La Russa: “è chiaro che il servizio era fazioso”. E poi rivela: “Berlusconi era a 400 chilometri da San Pietroburgo presso un lago. Berlusconi non è potuto rientrare perché sopra il lago c’era la nebbia“. 

(21:34) Floris ricorda la sentenza d’appello del caso Mills. Bindi: “Marrazzo non è nemmeno indagato, invece Berlusconi è co-imputato del caso Mills”. Alfano: “non faccia sofismi”. E poi precisa: “il paragone Berlusconi-Marrazzo non è con il caso Mills ma con il caso D’Addario”. Si parlano sopra per qualche minuto. Bindi: “io non c’ho capito niente”.

(21:38) Casini: non è pensabile che si parli della bufera di neve ma non del fatto che Berlusconi resti quattro giorni alla Dacia di Putin. “Io mi domando perché abbiamo un Presidente del Consiglio che va sempre più spesso da Gheddafi e Putin e sempre meno da Merkel e Obama”. Preoccupa la politica estera italiana: perché non si parla dei diritti dell’uomo e delle persone in Russia, e si parla soltanto di gas? E conclude: “la golden share di questo Governo ce l’ha la Lega”. 

(21:42) La Russa replica a Casini: sulla politica estera hai fatto “propaganda”. Poi passa al caso Marrazzo: “Finita l’epoca dell’etica dei comportamenti, a Sinistra si passa all’etica delle reazioni“. Bindi interviene: “anche questo si è capito poco, eh”. La Russa: “vuoi buttarla in rissa”. Risata in studio. “Guarda che io ti ho sempre apprezzato, anche dal punto di vista estetico“. Applauso e altra risata. Floris: “a lei, Bindi, piace La Russa invece?”.

(21:49) Polverini (Segretario Generale Ugl): Marrazzo non era più in grado di governare la Regione Lazio. Poi si dice “gratificata” per essere nella rosa dei candidati a sostituire Marrazzo.

(21:51) Bindi: sceglieremo il candidato per sostituire Marrazzo con le primarie.

(21:55) Pagnoncelli: sul caso Marrazzo, un italiano su due vede un effetto boomerang per la sinistra. In generale, gli elettori sembra “difendano la propria parte politica a priori”. Due italiani su tre non danno più alcun peso al caso D’Addario. E questo perché 1. vi sono problemi più gravi, e 2. “tanto sono tutti uguali”.

(21:57) De Gregorio: io non credo affatto che siano tutti uguali. Il caso Marrazzo è molto diverso da quello Berlusconi. E questo per la diversa rilevanza pubblica: solo nel secondo si sono ricompensati con una carica pubblica degli animatori di serate. La Russa insorge: “ma che c’entra la candidatura della D’Addario con Berlusconi”. Replica della De Gregorio: “le persone con cui Marrazzo passava le sue serate non erano candidati in Consiglio Comunale“. E al Ministro della Giustizia: “Alfano dice che chi è eletto non deve essere giudicato. Ma lo si impara al primo anno di giurisprudenza: essere eletti dal popolo e non essere giudicati dalla giustizia non c’entrano niente”. Qualunque uomo pubblico sia ricattabile deve dimettersi. Applauso. E continua: “ricordo il caso Boffo, in cui Berlusconi disse che non sapeva nulla di quello che accadeva sui suoi giornali”. Applauso fragoroso. La Russa ironizza: “un altro applauso, così anche le le sciocchezze più grandi…”. E il pubblico l’accontenta. 

(22:08) La Russa continua a ironizzare: “il caso Marrazzo è colpa di Berlusconi! Ce lo ha spiegato stasera il direttore de l’Unità”. La Russa accusa la De Gregorio di aver sbagliato a parlare di Berlusconi come “editore”, quando invece ha saputo del caso Marrazzo “come padre”. De Gregorio: “come padre dell’editore, allora”. Bindi: “anche questa si capisce male”. Il paragone con Berlusconi, secondo La Russa, è “indebito”. E propone: invito tutti i politici e tutti i parlamentari a fare il test per verificare che negli ultimi sei mesi non si è assunta alcuna droga. 

(22:16) Alfano replica a De Gregorio: “chi è eletto dal popolo ha diritto non già a essere immune dal giudizio, ma a governare. Chi vince deve governare, questo è il sale della democrazia”. Purtroppo, conclude Alfano, la sinistra a questo principio non è abituata. Ed elenca tutti gli avvicendamenti alla testa dei governi di centrosinistra. 

(22:20) Casini si alza e minaccia di andarsene, dicendo: “un dibattito di questo tipo è fatto di offese reciproche su cose di cui agli italiani non interessa nulla. Sono a disagio a intervenire, cosa devo dire”. Floris riesce a farlo rimanere in studio.

(22:21) Floris lancia un servizio su “piccole imprese e grandi tasse”. Si propone: “invece di pagare la Cassa Integrazione il Governo dovrebbe provare a dare sgravi fiscali sul costo del lavoro”. “La vita dell’imprenditore è diventata peggio di quella del dipendente“.

(22:26) Casini: i risparmi delle famiglie sono diminuiti in quest’ultimo anno del 20%. Segno che il vero ammortizzatore sociale per la crisi è stato il risparmio privato delle famiglie. Il bonus famiglie già non è previsto nella Finanziaria 2010. Le tasse andrebbero diminuite a partire dalle famiglie. Gli investimenti dei Comuni sono bloccati. La pubblica amministrazione non paga gli imprenditori che hanno crediti nei suoi confronti. Andavano fatte riforme strutturali, altro che Irap. E’ proprio in periodi di crisi che si possono fare le riforme strutturali, dice Casini, citando (senza dirlo) Tito Boeri

(22:31) Claudio Siciliotti spiega cosa sia l’Irap. Il cui taglio avvantaggerebbe le assunzioni. Ma che per il 40% finanzia la sanità delle Regioni. Ma dunque si può tagliare l’Irap? 

(22:38) Bindi: nella maggioranza si sono finalmente accorti che aver negato per un anno e mezzo che ci sia la crisi e non aver preso provvedimenti adeguati sta producendo una situazione di estrema difficoltà nel Paese. Sappiamo inoltre che c’è un documento firmato da autorevoli esponenti della maggioranza che si oppone alle proposte di Tremonti. Non c’è stata alcuna lotta effettiva alla povertà. Si è proceduto a tagli lineari (ovvero del 10% indipendentemente in tutti i settori). L’unica misura di fatto adottata è stata lo scudo fiscale.

(22:42) Si espone la contro-finanziaria da 37 miliardi di Baldassarri, il Presidente della Commissione Bilancio del Senato. Floris: si tratta della prova di una crisi di leadership? La Russa: no. I parlamentari fanno sempre una contro-finanziaria. Si tratta di una proposta “provocatoria, che ha il sapore del vorrei-ma-non-posso”. E poi rivela: “Tremonti non ha mai chiesto di fare il Vicepresidente del Consiglio, e non sarà Vicepresidente del Consiglio”. La Lega sarà delusa. Bindi: “ma ha ottenuto due regioni“. Floris: “cioè Piemonte e Veneto”. La Russa nega. E annuncia: le riforme strutturali è quello che la maggioranza, “responsabilmente”, si accinge a fare. 

(22:50) Casini spiega che tra “cabina di regia” e “Comitato Economico” non c’è alcuna differenza. “A me interessa sapere come pensa Tremonti di risolvere la questione”, ovvero la crisi. Quella di Baldassarre è una contro-proposta di politica economica, e quindi il dato politico è che c’è grande confusione, e che in questo anno e mezzo non c’è stato neanche un accenno di “grandi riforme”. 

(22:58) Pagnoncelli: gli italiani hanno modificato sostanzialmente le loro abitudini di spesa. Hanno fatto “quadrare i conti”. Si aspettano che il Governo faccia altrettanto, e non dilati il debito. Sull’operato del governo il 53% dà un giudizio positivo, mentre il 51% lo dà negativo circa le misure messe in atto contro la crisi. Tremonti è il più popolare tra i ministri. 

(23:00) Polverini: bisogna ridurre le tasse alle famiglie molto numerose. Sono almeno cinque finanziarie che non va nulla a favore dei redditi fissi, salari e pensioni. 

(23:04) Servizio: “come si fanno i soldi con i soldi”. In cui, tra le altre cose, si googla “come far rendere i soldi”.

(23:10) Bindi: il debito pubblico sta aumentando ma senza che si siano fatti degli interventi e delle politiche pubbliche. Questa è la contraddizione del nostro Paese. E attacca: “siamo contrari a interventi sull’Irap, perché nessuno ci ha spiegato come si intende finanziare la sanità pubblica”. Casini: “questo federalismo rischia di essere una moltiplicazione delle spese”. 

(23:13) Floris annuncia che c’è Berlusconi al telefono. Bindi ironizza: “vuole parlare con me?”. Berlusconi prende la parola: “il festival della calunnia e della falsità. Vorrei elencarle: in Russia sono stato un giorno e il ritardo è stato dovuto alla nebbia”. La Bindi chiede sottovoce: “posso andarmene?”. Berlusconi prosegue: “del caso Marrazzo ho saputo tutto da mia figlia, come un padre apprende una cosa da una figlia”. E sulla giustizia: “l’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che sono ormai la vera opposizione“. Risata e applauso di scherno in sala. Floris fa per interromperlo. Berlusconi urla: “no lei mi lascia parlare”. Floris cerca di interloquire. Berlusconi: “allora la saluto. La televisione non è mia, signor Floris, ma non è sua“. Bindi: “basta, basta, basta, basta”. Però Berlusconi prosegue: “il debito pubblico non l’abbiamo fatto noi. E non abbiamo mai sottovalutato la crisi. Abbiamo cercato di infondere ottimismo, perché il fattore psicologico è importante. La politica del rigore non è stata solo di Tremonti, ma di tutto il governo”. Floris: “sono tutti temi che abbiamo trattato in presenza di suoi Ministri e non in assenza di contradditorio“. Berlusconi accusa: “normalmente lavoro a quest’ora e se vedo la sua trasmissione stasera è perché sono ammalato”. E annuncia: “il Presidente del Consiglio è al 68%. E il PD, ormai ritornato ad essere PCI, è al 25%”. Accusando: “gli italiani di buon senso non guardano Ballarò”. Floris: “quale televisione italiana vorrebbe lei?”. Berlusconi: “c’è una prevalenza assoluta dei programmi di sinistra, che attacca noi quando siamo al governo come quando eravamo all’opposizione. Unica in tutta la televisione occidentale”.

(23:23) Bindi: Berlusconi ha un solo modo per dimostare quanto va dicendo. E cioè farsi processare. Berlusconi interrompe continuamente. Dicendo: “vergogna”, “ma cosa c’entrano i precari”. “Il Ministro Tremonti non ha promesso alcun posto fisso”. Si litiga in studio. Alfano: “ha avuto 24 processi”. A Floris trema un po’ la voce. E chiede a Casini: “si parlava della crisi, e da quando ha telefonato Berlusconi si è tornati sulla giustizia. Come mai?”. Casini cerca invece di tenersi ai “fatti”, nella convinzione che la “digressione sulla giustizia riguardi molto poco i problemi degli italiani”. Poi Floris chiede a Berlusconi se intende togliere l’Irap. Berlusconi: “intendiamo realizzare la riduzione dell’Irap fino a che non ci sia più e introdurre il quoziente familiare”. Floris: “con quali tempi?”. Berlusconi: “entro i tempi che usciranno come possibili dai conti dello Stato, e questo dipende da come si evolverà la crisi”. Floris: “quindi non lo sapete“. 

(23:29) De Gregorio: “lei ha detto che è in grado di controllare quello che esce sui suoi giornali”. Berlusconi: “non l’ho mai detto”. La De Gregorio riprende: “Lei ha detto che è in grado di garantire che nulla su Marrazzo sarebbe uscito. Ma questo non è avvenuto per Fini e Boffo. Perché?”. Berlusconi: io non sono intervenuto in nessun modo nel caso Boffo. Così come non sono intervenuto in alcun modo nel caso Marrazzo.

(23:33) Floris: “come sta con la scarlattina?” Berlusconi: “se viene a casa mia sono contento di attaccargliela“. Sulla risata che segue si chiude la trasmissione. Alè.

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5 pensieri su “[Instant Blogging] Resoconto dell’episodio di Ballarò sui casi Marrazzo, Mills e Tremonti (con telefonata di Berlusconi).

  1. I just want to leve Italy and go away, and I want to forget Italy at all. And when someone will asks me “where you come from?” I’ll answer him: “From Andorra”.

    Michele Gardini

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