La Russa sul crocifisso: possa morire chi rispetta la legge.

Pensavo che con gli ultimi due titoli de La Padania (“non vogliamo morire islamici”, “la nuova crociata”) si fosse toccato il fondo sul dibattito sul crocifisso. 

la_russa_ignazioInvece mi sbagliavo. Il fondo spetta a Ignazio La Russa, che stamane a La vita in diretta, interpellato sul significato del 4 novembre, decide invece di polemizzare con il conduttore della trasmissione, Lamberto Sposini, circa la discussione appena terminata sulla sentenza della Corte Europea.

Questo il La Russa-pensiero (qui il video da cui dedurlo):

1. Non deve essere interpellato chi non abbia “alcun titolo scientifico per essere esperto di religione“. 

2. Il dibattito non può contrapporre due favorevoli al crocifisso nelle aule (Rocco Buttiglione e don Mario Pieracci) a tre contrari (Piergiorgio Odifreddi, Raffaele Carcano e Mario Pieracci) perché così si “fa immaginare che in Italia ci sia un 60% di persone che la pensa a quel modo”. 

3. Non si può dichiarare, come è stato fatto, che il crocifisso derivi dalla legge fascista

Chiunque violi questi tre assiomi può morire. Testualmente: 

E comunque non lo leveremo, il crocifisso. Possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule (applauso) della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possano morire. Possano morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla.

Un breve commento, punto per punto:

1. Cosa significa un parere “scientifico” sulla religione? Intende forse il parere di uno scienziato? Non sembra, dato che imputa mancanza di scientificità al parere di Odifreddi, un “illustre sconosciuto” che ha trattato ripetutamente i temi religiosi con approccio scientifico. Ad esempio, in un libro chiamato proprio “Il Vangelo secondo la scienza”. Dunque La Russa per “scientifico” intende “religioso”: soltanto un uomo di fede è competente in materia religiosa. Questa è l’idea di laicità del Ministro della Difesa. 

2. La Russa rivela anche quale sia l’idea di par condicio sua e del PDL: chi ha più consenso deve avere più spazio nei dibattiti. Una idea che si cerca di tramutare in legge al più presto. Come rivela Il Fatto Quotidiano, in cui si parla di un “lodo Abrignani” ispirato dal “principio di proporzionalità degli accessi televisivi durante la campagna elettorale”. La Russa sembra dunque richiedere alla RAI di applicare una legge che, per ora, esiste soltanto nelle intenzioni. 

3. Nonostante lo sdegno di La Russa, la presenza nei luoghi pubblici del crocifisso è in gran parte merito di leggi fasciste e monarchiche. Come ricorda la stessa sentenza della Corte Europea, infatti, 

All’avvento del fascismo lo Stato adottò una serie di circolari miranti a fare rispettare l’obbligo di esporre il crocifisso nelle aule.

La circolare del ministero della Pubblica istruzione n. 68 del 22 novembre il 1922 recitava: «In questi ultimi anni, in molte scuole primarie del Regno l’immagine di Cristo ed il ritratto del Re sono stati tolti. Ciò costituisce una violazione manifesta e non tollerabile e soprattutto un danno alla religione dominante dello Stato così come all’unità della nazione. Intimiamo allora a tutte le amministrazioni comunali del regno l’ordine di ristabilire nelle scuole che ne sono sprovviste i due simboli incoronati della fede e del sentimento patriottico».

La circolare del ministero della Pubblica Istruzione n. 2134-1867 del 26 maggio 1926 affermava: «Il simbolo della nostra religione, tanto per la fede quanto per il sentimento nazionale, esorta e ispira la gioventù che nelle università e negli altri istituti superiori affina il suo spirito e la sua intelligenza in previsione delle alte cariche alle quali è destinata».

L’articolo 118 del Regio Decreto n. 965 del 30 aprile 1924 (regolamento interno degli istituti d’istruzione secondari del Regno) recitava: «Ogni scuola deve avere la bandiera nazionale, ogni aula il crocifisso e il ritratto del Re».

L’articolo 119 del Regio Decreto n. 1297 del 26 aprile 1928 (Approvazione di regolamento generale dei servizi d’insegnamento elementare) stabiliva che il crocifisso era fra «le attrezzature e materiali necessari alle sale di classe di scuole».

Per quanto riguarda la conclusione (“possono morire”), sorprende la dichiarazione finale di Sposini: “io la penso come lei“. Per la serie “chi striscia non inciampa”. 

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Va anche ricordato che La Russa non è nuovo a esternazioni di questo tipo sui pareri espressi da organi internazionali. 

All’indomani della bocciatura della politica dei respingimenti da parte dell’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati (Unhcr), La Russa dichiarò: “E’ un’organizzazione che non conta un fico secco” e dall’atteggiamento “disumano e criminale“. 

Quando Berlusconi redarguì i portavoce di Bruxelles affermando “stiano zitti o blocco il Consiglio Europeo” il Ministro prese le difese del Premier, definendo le sue parole “uno stimolo perché l’Unione Europea funzioni meglio“. Come, con le intimidazioni?

Da ultimo, mi sento di sottolineare una dichiarazione di Berlusconi riguardo alla sentenza della Corte Europea, che è passata ingiustamente inosservata e riassume in una sola frase quanto detto da La Russa:

L’Italia è un Paese dove tutti non possiamo non dirci cristiani.

Questa è la posizione del governo italiano. Una posizione in palese contraddizione con la Corte Costituzionale. Come ricorda la sentenza, infatti:

La Corte costituzionale italiana nella sua sentenza n. 508 del 20 novembre 2000 ha riassunto la sua giurisprudenza affermando che principi fondamentali di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (articolo 3 della Costituzione) e di eguale libertà di tutte le religioni dinanzi alla legge (articolo otto) stabilisce che l’atteggiamento dello Stato deve essere segnato da equidistanza e imparzialità, indipendentemente dal numero di membri di una religione o di un’altra (vedere sentenze n. 925/88; 440/95; 329/97) né dall’ampiezza delle reazioni sociali alla violazione di diritti dell’una o dell’ altra (vedere sentenza n. 329/97).

[…]

Una tale posizione di equidistanza e di imparzialità è il riflesso del principio di laicità che per la Corte costituzionale ha natura «di principio supremo» (vedere sentenza n. 203/89; 259/90; 195/93; 329/97) e che caratterizza lo Stato in senso pluralista.

La Russa e Berlusconi sono dunque nella paradossale posizione di rappresentare la legge e l’illegalità.

L’importante è fare come Sposini: pensarla come loro. E tutto si aggiusta.

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25 thoughts on “La Russa sul crocifisso: possa morire chi rispetta la legge.

  1. Sposini è proprio un “cazzone” per citare “il Grande Lebowski”; inutile ragionare del perchè non ha replicato come si doveva… resta la dichiarazione di La Russa e noi restiamo senza parole !!

  2. Già Brunetta aveva detto, a proposito della “sinistar per male” (contrapposta alla sinistra per bene), che poteva “andare a morire ammazzata”. Credo che nemmeno il fascismo incitava esplicitamente alla morte gli avversari, se non nella sua fase finale, durante la guerra.

  3. Pingback: Crociata Italica - Politica in Rete Forum

  4. Per i giornalisti è diventato difficile ragionare, con il coltello che hanno al collo, ma a volte esagerano in quanto a pronismo.

    La Russa parla da ignorante in cattedra: ha la certezza di poter dire quello che gli pare senza paura di essere contestato. D’altra parte si sa che a ogni domanda scomoda si può sempre rispondere urlando qualcosa a caso.

  5. Se quel povero Cristo leggesse e ascoltasse i commenti dei paladini del crocifisso, se ne andrebbe con le sue gambe. Poi prenderebbe una bella mazza per cacciare i mercanti dal tempio. Al suo posto potremmo sempre mettere i ladroni; quelli sicuramente rappresentano assai meglio sia la tradizione italiana sia la Curia di Roma. Prendendo a prestito le parole da Mark Twain, “se Cristo fosse qui ora c’e’ una cosa egli non sarebbe – un cristiano”.

  6. Vergognatevi, come fate a scriverec queste cose!!?nn siete degni di essere Italiani…forse sareste dovuti nascere in un Paese come l’Iran…Cmq meno male che c’è almeno qualcuno che difende le nostre radici storiche-culturali improntate ai valori del Cristianesimo…Grande Igniazio…sei tutti noi!!!

    • un conto è essere cristiani, un altro è comporatarsi da cristiani. La religione non dovrebbe essere basata sulla reciproca tolleranza? E lo Stato per Costituzione non dovrebbe essere laico? Ricordo che la Costituzione è la voce del popolo italiano.

  7. Caro Walter,

    capisco il rispetto per le Istituzioni, è un sentimento che sento anche io in modo molto forte. Anzi, che vorrei poter sentire. Però penso sia quantomeno singolare che di fronte a dichiarazioni di questo tipo il problema sia chi le riporta e non chi le pronuncia.
    PS: se permetti dall’Italia mi aspetto qualcosa di meglio di un paragone con l’Iran.

  8. il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
    Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

    Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

    L’Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

  9. Le radici storico culturali italiane? Quelle che ci hanno dato uno staterello prono al Vaticano sulle questioni etiche, che non hanno mai fatto decollare una democrazia matura ed un senso civico condiviso e hanno creato un popolo di pecore e servi fedeli sempre pronti a cambiare bandiera e a correre in soccorso al vincitore? Cominciamo a chiamarle col loro nome: radici cattoliche, visto che col cristianesimo hanno abbastanza poco a che fare (chiedere ai protestanti, o direttamente al Vangelo, per riferimenti). Beh, ne faccio volentieri a meno, grazie. Le mie radici preferisco trovarle in Russeau e Voltaire, in Locke e Mill, in Galileo e Beccaria. Grazie ai quali l’uomo ha potuto liberarsi dalla schiavitù fisica e mentale del dogma, incamminandosi sull’accidentato sentiero del pensiero libero. E senza i quali, grazie alle radici culturali cattoliche, oggi avremmo ancora la schiavitù, la pena di morte, la torturasoo per fare qualche esempio. Purtroppo questi commenti e quelli del signor La Russa dimostrano come tuttora nel nostro paese quel cammino sia ancora all’inizio per molti. Del resto la sensazione è che da noi anche Joshua Ben Yusuf troverebbe al momento pochi seguaci. Probabilmente gli stessi che oggi lo invocano e dichiarano ai quattro venti di volerlo difendere dai nuovi barbari laicisti lo reinchioderebbero velocemente su un’altra croce, pur di non sentirlo predicare contro il dio denaro, la futilità del ricercare le apparenze e non il bene del prossimo, la necessità della tolleranza. Meglio averlo muto su una croce, che vivo nel suo messaggio.

    Michele Gardini

    • Sono completamente d’accordo con il tuo pensiero, Michele. Nella mia classe (3a liceo, indirizzo tecnologico) il crocifisso è appeso al muro: a me è indifferente, non è di certo una croce di legno con un omino a darmi fastidio, bensì le persone (che nella mia classe sono in parte presenti) che, pur definendosi altamente fedeli agli insegnamenti cattolici, non aiuterebbero mai il prossimo o tanto meno comportarsi in modo civile e con rispetto verso altre forme di vita. Del resto quando la gente ha paura ed è confusa, è poco lo spazio che rimane alla razionalità e citando Eraclito (“I più sono dormienti”), direi che ha ragione.

  10. Pingback: La Russa sul crocifisso: possa morire chi rispetta la legge. « GiulioinBlog

  11. Pingback: L'espresso | Piovono rane » Blog Archive » E toccato il fondo, Betulla scava di Alessandro Gilioli

    • Hai colto in pieno l’assurdità di tutta la questione crocifisso.. E’ emblematico che sia proprio un ministro della difesa (quello che comanda soldati, carri e bombe) a difendere una croce il cui significato è l’esatto opposto di quello in cui il ministro crede: e l’essersi espresso in quel modo aggressivo e con tali parole che inneggiano alla morte rappresenta la chiara conferma di questo triste paradosso..

  12. dalla mia ignoranza in materia, deduco che la questione del croci, tocca tutti gli italiani, anche agli atei se lo dice un mulsummano. ma da parte di dio e sbagliato lodare un pezzo di legno o di altro materiale. dio dice: voi tagliate un albero, una parte fate una statua che ha occhi e non vede, ha orecchie e non sente, ha bocca e non parla, ha gambe e non cammina, vi inginocchiate e dite aiutami. puo mai aiutarvi? cercate me, che sono l’eterno il creatore e vi aiuterò. dal profeta. isaia.

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