Daniela Santanchè e la par condicio del pubblico di Annozero.

Dalle pagine de Il Giornale il neo-sottosegretario Daniela Santanchè lancia la sua proposta per riequilibrare l’informazione televisiva di Michele Santoro, non soltanto “faziosa“, ma anche “diseducativa” e di “cattivo esempio per i nostri figli“:

“Facciamo una cosa, diciamo al tanto democratico, anzi all’interprete e paladino della democrazia, l’uomo che si ribella ai bavagli, Michele Santoro, di portare nello studio di Annozero, a cominciare dal prossimo giovedì, un pubblico equamente distribuito: cinquanta per cento di simpatizzanti sinistra, e l’altro cinquanta per cento che invece si riconosca nel Popolo della libertà. Sarebbe già un bel passo avanti per consentirgli di smentire la sua proverbiale faziosità”.

Accettiamo per assurdo l’ipotesi Santanchè. A meno che non si voglia sostenere che Annozero sia l’unica trasmissione faziosa (assumiamo anche questo per amore di discussione), il primo corollario, per coerenza, dovrebbe essere:

Tutti i talk show politici dovrebbero avere un pubblico equamente diviso tra PDL e “sinistra”. 

O, in termini ancora più generali (e rispettosi in qualche modo di questa par condicio del pubblico):

Tutti i talk show politici dovrebbero avere un pubblico equamente diviso tra maggioranza e opposizione.

A questo punto non si fa prima a eliminare direttamente il pubblico

Diverrebbe così chiaro che il criterio debba estendersi anche ai contenuti delle trasmissioni. Del resto, non è il fine di riequilibrare questi ultimi a motivare l’ipotesi di Santanchè? Portata alle sue conseguenze logiche, dunque, la proposta del neo-sottosegretario (ma sarebbe disposta a metterci la firma?) si traduce in un contradditorio continuo: a ogni editoriale di Minzolini un contro-editoriale di segno uguale e contrario; a ogni tirata di Travaglio una contro-tirata di Belpietro; a ogni accusa di Cicchitto una contro-accusa di Di Pietro. Viene da chiedersi quale utilità (e quale fruibilità) avrebbe un simile servizio pubblico. E poi non tutte le notizie hanno una versione di destra e una di sinistra: certe volte semplicemente tutti gli indizi portano a una conclusione. E contraddirla vorrebbe dire sostenere la circostanza smentita dai fatti, un compito più consono alle abitudini della cattiva politica che del buon giornalismo. 

Questo accettando le premesse del discorso di Santanchè. Che possono e, a mio avviso, debbono invece essere messe in questione. Che senso ha, infatti, concepire l’informazione come una partita giocata da due squadre una in lotta con l’altra? I giornalisti non sono calciatori, e non devono per forza segnare nella porta avversaria – magari per compiacere il “presidente” della società di turno. E poi, se anche davvero vi fossero le due fazioni, per quale ragione il pubblico dovrebbe dividersi equamente tra sostenitori di chi gioca in casa e chi fuori? Negli stadi a volte poche decine di supporter se la vedono con decine di migliaia, ma non è certo questo a decidere l’esito dello scontro. Ciò che conta è il bel gioco, o la fortuna. In sostanza, l’abilità di segnare: gli argomenti, i fatti, la capacità delle squadre di farsi valere. Certo, in alcuni casi il pubblico è il famoso “dodicesimo uomo”, ma più spesso il risultato si determina indipendentemente dagli spalti. Fuori di metafora: se anche Santoro fosse fazioso, cambiare la composizione del pubblico non cambierebbe assolutamente nulla. Semplicemente si produrrebbe più confusione sugli spalti. E si darebbe adito a nuove risse.

Per tutta questa serie di motivi ritengo la proposta di Santanchè, questa sì, “diseducativa”, e un “cattivo esempio per i nostri figli”. Perché sottende una concezione dell’informazione che invece di fondarsi sulla ricerca del vero si basa su quella – insensata – della neutralità e del pareggio. Un risultato che, come spesso accade la domenica, non accontenta nessuno. Per fortuna.

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13 pensieri su “Daniela Santanchè e la par condicio del pubblico di Annozero.

  1. Bravo Nichilista. Ti ho scoperto da poco, ma mi basta per capire che sei una persona in gamba. Continua così, attualmente a mio parere sei uno dei migliori giornalisti (te lo meriti) italiani.

  2. Ti ringrazio, Federico. Anche se penso che prima di scomodare il pantheon dei “migliori giornalisti italiani” la strada da fare sia davvero, davvero tanta.

  3. Un articolo del genere ti annovera sicuramente tra i VERI giornalisti, quelli che narrano i fatti e al massimo esprimono la loro personale opinione. Sui migliori il tempo e la storia lo dirà, ma la stoffa ce l’hai!!!

    Ti volevo segnalare solo che la dichiarazione della Santanché non è una dichiarazione partita da Il Giornale di stamattina, ma è stata fatta nella trasmissione di RaiDue “Il Fatto del Giorno”, con una Santanché in collegamento a fine trasmissione, senza nessun contraddittorio, e con una dichiarazione di risposta di Santoro già comunicata in precedenza alla conduttrice.
    Dico tutto questo non per correggerti, ma per segnalarti quella trasmissione, una trasmissione di una faziosità incredibile, con una percentuale di invitati di sinistra che rasenta lo zero e lo spazio a loro dedicato quasi nullo. Inoltre ogni qualvolta si comincia a parlare di temi in contrasto con la verità imposta del governo o di Berlusconi (o anche della Lega, viste le ultime vicende) si accende un casino incredibile e il tutto viene fermato con il lancio di un servizio o cmq riuscendo a zittire chi parla contro! Come ultimo appunto segnalo la presenza quasi costante ogni pomeriggio dei Deputati/Senatori che siano: Capezzone, Mussolini A., Santanché, e altri personaggi di questo calibro. Sono stati invitati in questi giorni post elettorali tutti i nuovi presidenti di regione della Maggioranza, e opinionisti tutti di Destra, c’è stato un elogio continuo del nostro signore/padrone, un attacco a tutto spiano della trasmissione di Santoro (e di Grillo) continuando a mandare spezzoni di puntata isolati e decontestualizzati che evidenziavano il comportamento fazioso e antipolitico dei due. Con la conduttrice Monica Setta sempre più piegata a 90° davanti ai voleri di B. Se ti capitasse di guardarlo nei prossimi giorni sarei curioso di avere una tua opinione a riguardo!

    Spero di non averti disturbato troppo!!!

    Buon Lavoro!
    PSP11

  4. Per una comitatologia dei partecipanti(quindi, deputati al Parlamento e…per quel che serve deputanti) alle riunioni televisive

    E’ divertentissimo, mi fa impazzire ‘sta donna, ha un effetto boomerang…sulla mia memoria, di autentico fesso costituzionale, che, dopo aver prodotto alcune leggi, metaleggi e corollari per il suo “Il libro di Parrot” negli anni novanta, oggi, ancor più fesso, cerca di aggiornarle o chiama, dal fondo della sua memoria, alcune regole del pessimismo esistenziale di Murphy: la Legge di Shanahan, chi se la ricorda? “La durata di una riunione aumenta col quadrato del numero dei presenti”. E la nostra amatissima tira dentro anche la Legge di Hendrickson:”Se un problema causa molte riunioni, alla lunga le riunioni diventeranno più importanti del problema” e la Legge della Pertinenza: “Ogni fatto che, incluso in una discussione, dà il risultato desiderato è da considerare fatto pertinente alla discussione”(la Santanchè potrebbe affermare che le vignette di Vauro non siano pertinenti alla discussione, anche se l’altro 50% ogni volta che viene inquadrato sembra che stia attuando la terza delle Leggi di Boren:”Se hai precise responsabilità, pondera”, se non la prima:”Se hai dubbi, bofonchia”?), ma è la Legge di Swipple sull’ordine che è funzionale alla ripartizione-Santanchè:”La precedenza va sempre a chi grida più forte”, come, a pensarci bene, anche la Regola di Parker sulla procedura parlamentare:”In ogni seduta, l’unica mozione accolta da tutti è quella di aggiornamento”. Però…mi chiedo, per l’Assioma di Vail: “In ogni impresa umana, il lavoro cerca sempre il livello gerarchico più basso”, chi farebbe il “lavoro” in questi programmi-riunione, il livello più basso, e i grandi? Soggetti naturalmente alla Legge di Imhoff: “L’organizzazione di ogni burocrazia è molto simile a una cloaca: i pezzi più grossi emergono sempre”?

  5. Gaudio sei peggio della legislazione italiana in quanto a quantita’ di leggi :-)

    Io sta tizia come faccia a parlare di cattivo esempio per i nostri figli su un programma di quel tipo proprio non lo so. Direi quasi di sostituirlo con qualche n-esimo varieta’ di culi e tette, molto piu’ educativo per i nostri ragazzi.

  6. Il punto, in realtà, é… E’ che tu, Fabio Chiusi, hai fatto un analisi eccessivamente seria e profonda di una delle tante stronzate cacate dalla bocca (rifatta) di una cerebrolesa troppo famosa e troppo seguita.
    Il punto è, in realtà, che è proprio la Santanchè IN PERSONA, COME persona, ad essere faziosa e diseducativa.
    E lasciamo perdere i nostri figli…!

  7. La Santanchè è solo un ignorante. O fa finta di non sapere o non sa.

    Di fronte a tutte le puttanate che lo psiconano ci propina ha il coraggio di dire che un programma di tal fatta è diseducativo. Ma grazia al cazzo, è diseducativo perché loro devono continuare a indottrinare la gente nella loro politica dell’amore.

  8. Se l,esempio è la Santachè per i figli e meglio mandarli in AFRICA a istruirsi,ritorneranno di sicuro con più di cultura.Questa poteva fare solo la BADESSA.

  9. “non tutte le notizie hanno una versione di destra e una di sinistra: certe volte semplicemente tutti gli indizi portano a una conclusione. E contraddirla vorrebbe dire sostenere la circostanza smentita dai fatti, un compito più consono alle abitudini della cattiva politica che del buon giornalismo.”

    …perfetto.

  10. Pingback: Ecco l’Audio che Daniela Santanchè vorrebbe far sparire dalla faccia della Terra. | MYTLOG | INSIDE INTERNET

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