Non sono elezioni per internet.

Qualche giorno fa avevo segnalato la divergenza tra i sondaggi tradizionali e quello avvenuto su Facebook. Che, nonostante il quasi mezzo milione di partecipanti, si è rivelato clamorosamente sballato rispetto ai risultati effettivi. Più in generale, ora che le urne sono chiuse i commentatori si chiedono che ruolo abbia giocato la Rete nel voto del 6 maggio. In una frase? Pur con qualche eccezione, non sono state elezioni per internet.

Rory Cellan-Jones della BBC, in un post intitolato So was it an internet election? sostiene che a farla da padrone sia stata ancora una volta la televisione:

The verdict was already in, even before polling day. This was not an internet election, and all those who had suggested it might be had got it completely wrong.

It was a television election, and all of those tweeters and bloggers were sad political obsessives talking to each other.

Niente di nuovo dunque? No, qualcosa è cambiato: un quarto dei ragazzi britannici tra i 18 e i 24 anni ha usato un social network per commentare quanto stava accadendo. E i partiti politici hanno fatto ricorso a spot elettorali sulla homepage di YouTube (i Conservatives) e email personalizzate, decisi a “usare gli strumenti digitali per raggiungere gli elettori”.

Ma che si è detto e scritto sui social media? A parte un candidato costretto a lasciare a causa di qualche frase di troppo su Twitter, non molto di diverso da quanto si è potuto ascoltare e leggere altrove:

[…] did these new media sources actually provide breaking news stories? Apart from the odd Twitter gaffe, not really. Nor did amateur footage shot on mobile phones change the course of the campaign.

Ancora più severa l’analisi di Mary Fitzgerald per l’Irish Times:

Unlike the 2008 US presidential election, during which Barack Obama harnessed social networking tools as part of his campaign strategy and websites like the Huffington Post broke stories that set the news agenda, the British general election has been for the most part a pretty old-fashioned affair. Leafleting was a mainstay of every party’s campaign.

L’immagine più efficace è quella utilizzata da Iain Dale, un blogger di orientamento conservatore, che si è chiesto come mai il Web abbia giocato il ruolo del “cane che non abbaia“.

Secondo Philip Cowley di Newsweek vera protagonista dell’unico evento che ha influito realmente sull’esito elettorale è stata la buona vecchia tecnologia radiofonica, rinominata per l’occasione Radio 2.0:

The election’s most memorable incident came when Prime Minister Gordon Brown was campaigning in Rochdale, in the north of England. A 66-year-old widow stopped to give the prime minister a piece of her mind. Brown dealt with the encounter well—the widow even told reporters afterward that she was going to vote Labour. But when he got back in his car he forgot to disconnect his radio mike, which caught him calling the woman “bigoted.” The ensuing “Bigotgate” created a media storm that dominated the headlines for two days. All because of a radio microphone, a technology that has existed since 1949.

I momenti più memorabili di ciò che è accaduto online sbiadiscono al confronto, continua Cowley. Insomma, secondo il giornalista Internet avrebbe dovuto portare la democrazia in Cina e rendere vittoriosa la rivoluzione iraniana – ma nulla di tutto questo è accaduto. Quindi

Don’t the media ever get tired of that story about the next Web-fired revolution?

Che l’obiettivo fosse o meno rivoluzionario, resta il fatto. E cioè che, nonostante le buone premesse, il “digital debate” è stato ancora una volta sommerso da quello televisivo. Agli analisti il compito di comprendere se e quando (e soprattutto come e perché) le parti si invertiranno.

About these ads

One thought on “Non sono elezioni per internet.

  1. C’è da dire però che è stato anche il sistema elettorale a penalizzare Clegg, che in termini di voti secchi avrebbe preso un 23% se non ricordo male (purtroppo gli è andata male con i singoli seggi). Quindi un risultato che si avvicina già di più alle premesse digitali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...