Comma “ammazza-blog”: scende in campo il PD. E se il tempo stringe, meglio l’abrogazione.

Il tempo per instaurare la discussione auspicata da Roberto Cassinelli sul famigerato comma “ammazza-blog” contenuto nel ddl intercettazioni sembra non esserci. Come mi scrive oggi lo stesso deputato del PDL via mail, infatti, il ddl ha ricevuto la priorità assoluta e il testo sarà, con ogni probabilità, in Commissione già domani. Cassinelli si è dimostrato nuovamente disponibile, chiedendomi di comunicargli le idee e proposte ricevute in questi giorni, così da portarle all’interno del dibattito. Tuttavia nel poco tempo trascorso non si sono potute registrare che reazioni di generica approvazione o disapprovazione, con le seconde in maggioranza rispetto alle prime.

Da un sommario bilancio degli umori suscitati dalla proposta di Cassinelli (mantenere l’obbligo di rettifica entro le 48 ore per le testate giornalistiche online, estendendolo a sette giorni per tutti gli altri), infatti, si può dire che se da un lato è stata salutata come più ragionevole dell’attuale formulazione del comma (che prevede – lo ricordo – il limite delle 48 ore per tutti i “siti informatici”, pena una multa fino a 12500 euro), dall’altro in molti sembrano chiedere al deputato di andare oltre, proponendone l’abrogazione.

Una richiesta per cui è sceso in campo anche il PD, che grazie a una iniziativa di Pippo Civati, Paolo Gentiloni e Matteo Orfini – che riprende i dubbi e le preoccupazioni espresse dai senatori Vincenzo Vita e Felice Casson – si schiera nettamente contro il comma “ammazza-blog”. Del resto

“[...] un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari. Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un’altra cosa.”

Chiedendo anche il supporto – e dunque i voti – dei colleghi del PDL e della Lega Nord che facciano parte dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, “che nei convegni si esprimono sempre a difesa della libertà d’espressione in rete“, e che “Ora devono dimostrare alla rete che le loro non sono solo parole, da abolire a un cenno di Berlusconi”.

L'iniziativa del PD contro il comma "ammazza-blog".

Il mio modesto parere è che, come avevo inizialmente previsto nella lettera aperta a Cassinelli e Palmieri, l’abrogazione in questo momento sia la soluzione migliore, a maggior ragione se mancano i tempi e i luoghi per instaurare una discussione seria tra il legislatore e la Rete. Trovo che il tema sia troppo importante per venire regolamentato in un comma inserito all’interno di una legge che riguarda tutt’altro e che, anche con la modifica auspicata da Cassinelli, rimarrebbe informato da una logica che non separa chiaramente obblighi, responsabilità e tutele di un professionista e di un amatore dell’informazione.

Sempre che non intervenga una ulteriore fiducia, nel qual caso tutti gli sforzi di Cassinelli, del PD, dei blogger e della società civile verrebbero vanificati. Auguriamoci non accada.

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5 thoughts on “Comma “ammazza-blog”: scende in campo il PD. E se il tempo stringe, meglio l’abrogazione.

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