Sgarbi: Gomez è un «mafioso».

Questa sì che è una trasmissione di approfondimento giornalistico:

Sgarbi: «Sono sconcertato dalla totale assenza di coscienza di Stato di chi parla di Lele Mora e della ‘Ndrangheta. Qui siamo di fronte ad un attentato alle istituzioni: contro la magistratura, da parte degli stessi magistrati. Lo stesso Csm ha dato torto alla Fiorilli e ragione al governo sul caso Ruby».
Gomez: «Questo non è vero».
Sgarbi: «Vuoi lasciarmi finire mafioso. Mafioso che sei!»
Gomez: «Questo atteggiamento mi pare non contribuisca a niente. La volgarità di Sgarbi è davvero straordinaria. Di quello che ha detto nei mei confronti ne risponderà in tribunale. In questo paese esistono due tipi di persone: noi stiamo parlando di cortigiane e poi ci sono i cortigiani. Ecco Sgarbi è un cortigiano».
Sgarbi si alza, minaccia di lasciare la registrazione del programma, va dietro le telecamere urlando e dice a Paragone: «Adesso lo mandi a casa. Cortigiano è lui, io non sono il cortigiano di nessuno». Poi torna in studio, si avvicina a Gomez urlando, trattenuto da Paragone. Un provvidenziale servizio su Ciancimino mette fine alla lite davanti alle telecamere. Ma in realtà in studio le urla proseguono anche a telecamere spente.
(liberamente tratto dall’Adnkronos)
Ma loro come potevano immaginare che Sgarbi si sarebbe messo a urlare e vomitare insulti senza senso? Avrebbero tanto voluto raccontare il caso Ruby per filo e per segno e commentarlo pacatamente (per quello avevano invitato Sgarbi), ma proprio non ci sono riusciti. Peccato, sarà per la prossima volta. Nel frattempo si sono capite solo le urla e gli insulti. Una strategia vecchia, ma che funziona sempre. Quindi missione compiuta, Paragone.

 

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2 pensieri su “Sgarbi: Gomez è un «mafioso».

  1. La comunicazione verbale tra un individuo e gli altri non è costituita unicamente da una successione di parole, ma anche dal ritmo, dalle pause, e dal tono. Questi tre elementi non sono grammaticamente e sintatticamente definibili, ma insieme al primo qualificano pienamente la COMUNICAZIONE.
    un bravo comunicatore usa i quattro elementi con sapienza.
    un bravo comunicatore etico usa i quattro elementi con sapienza, non esagera quasi mai nel TONO (quindi nel volume), e usa le PAUSE nel rispetto dell’interlocutore (non interrompendone l’intervento).
    Siamo di fronte ad un vero inganno, che oramai sembra passare inosservato: incredibilmente chi pretende di avere ragione ed essere un essere perfetto alza la voce ed interrompe il prossimo.
    La società del XXI° secolo sembra ritornata all’età delle caverne, e questo non è vero solo nelle televisioni, ma anche nelle riunioni di partito, e forse è una delle ragioni per cui le persone corrette se ne tengono fuori.
    Sarebbe ora di svegliarsi, e mettere semplici regole etiche nelle conversazioni pubbliche (max n° di dB su una finestra temporale da definire, non parlare contemporaneamente), notare che corrispondono a semplici regole del galateo, che i potenti hanno tollerato e/o hanno imposto per un qualche scopo.

    Svelare le tecniche della disinformazione.

  2. questa mattina mi sono svegliato con un brutto presentimento:
    nessuno mi crederà, visto che ormai gli italiani grazie alle parole, opere ed omissioni dei loro politici sono diventati i PAGLIACCI dell’umanità.
    facciamo bene allora a non andare controcorrente ed elevare un sonoro pernacchione ai maiali,

    firmato: il gatto :) :) :)

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