Nasce il mio osservatorio sulla dissidenza digitale. In inglese, su Tumblr:
Tra i primi post, di cui su Digital Dissidence riporto i passaggi salienti:
- Wikipedia minaccia l’auto-censura contro la legge ‘bavaglio’ Usa, SOPA – e il modello è l’Italia
- Il gigante cinese, Huawei, non farà nuovi affari in Iran, perché le autorità usano la sua tecnologia per tracciare i dissidenti
- L’Europa promuove una ‘No-Disconnect Strategy’ per difendere i diritti umani offline e online, e dare supporto ai dissidenti digitali
- Il Cremlino cerca di placare i dissidenti su Facebook
- L’India chiede ai provider il filtraggio manuale dei contenuti dei suoi utenti, e migliaia di cittadini digitali si ribellano con insulti, satira e dibattiti sui limiti della libertà di espressione in Rete

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E in Malesia parlando di creare un registro per i lavoratori informatici: chi non si iscrive non potrà lavorare nell’ambiente iinformatico.
(http://siamogeek.com/2011/12/il-registro/)
Ciao Luca, mi permetto di segnalare anche un mio articolo sul tema, nello specifico, sulla censura attuata dal “governo” Ben Alì durante la rivoluzione in Tunisia
Attendo un tuo feedback e ti faccio i miei complimenti per il blog
Chiedo venia, volevo riferirmi a te Fabio e non a “Luca”