La Tav, e il vuoto che rimane

La vicenda della Tav racchiude in sé ed esemplifica tutti i difetti della società italiana. Una decisione presa senza consenso e mantenuta nonostante ragionevoli dubbi. I ragionevoli dubbi che lasciano il passo a contestazioni sempre più scomposte, fino a diventare ostaggio dell’ideologismo e delle violenze. Una intolleranza genetica per il dissenso, da una parte e dall’altra. La creazione mitologica dell’eroe o del ‘cretinetti’, delle ‘pecorelle’ e del Simbolo Ineffabile della Giustizia e della Sicurezza. Un certo giornalismo che si trasforma in macchina per odio e insulti alla ‘fecciarossa’. La condanna qualunquista del giornalismo in toto, in reazione, che fa riemergere minacce in stile brigatista e aggressioni ai reporter. La democrazia che è sempre e solo la propria. L’assenza dello Stato. L’inconsistenza della politica. Il fascismo da social network. I fatti che lasciano spazio all’alimentazione delle tifoserie. L’incapacità, radicale, di ascoltarsi, tollerare, capire. E’ una vicenda triste, in cui perdiamo tutti. E che nutre ed esaspera quella guerra strisciante tra poveri che si annuncia – e già si intravede – se il nostro benessere materiale dovesse continuare a scemare. Rivelando tutto il vuoto intellettuale, di idee, di capacità di rinnovamento, di spirito, che attenaglia questo Paese in preda alla rassegnazione.

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15 pensieri su “La Tav, e il vuoto che rimane

  1. Comprendo le tue parole, ma ho ragione di credere che una posizione così equidistante non sia del tutto giustificabile, alla luce dei fatti.

    Sarò di parte, ma, per esempio, non c’è stata alcuna aggressione a nessun giornalista, piuttosto ci sono stati giornalisti che usavano illegalmente un lampeggiante con sirena bitonale, per questo sono stati intercettati dai manifestanti e da lì è partito un diverbio, che non è sfociato in violenza. Almeno questa è la versione di tante persone, alcune delle quali da me personalmente conosciute, che stanno vivendo sulla loro pelle la situazione.

    Non bisogna inoltre dimenticare, ed omettere di menzionare, quale sia la proporzione delle forze in gioco, nel vero senso della parola. Da un lato, cittadini con ragioni tecniche e scientifiche dalla loro che da 20 anni chiedono un pubblico dibattito che gli viene negato, dall’altro c’è l’abuso conclamato di potere da parte di uno Stato che si rivela colluso con i poteri forti e con le mafie (e lo dice Imposimato, non io) e del suo braccio armato di manganelli e candelotti al gas CS usati come proiettili.

    E se pure i giornalisti ne subiscono le conseguenze, qualche domanda bisogna porsela.

    Alcune immagini direi emblematiche, di stasera:
    1) http://www.youreporter.it/video_Polizia_sfonda_vetrate_bar_a_caccia_dei_NoTav
    2) http://www.youreporter.it/video_Poliziotti_contro_giornalisti_allontanati_e_insultati
    3) http://www.youtube.com/watch?v=mDEVEB8cWuc

    Ciò detto, apprezzo molto che ti sia espresso sulla questione, spero sia uno spunto per approfondire il dibattito anche in ambiti solitamente molto refrattari a certe tematiche.

  2. Forse dobbiamo fare un passo indietro, queste sono tutte conseguenze.
    Andiamo a monte. E a monte c’e’ la provata connivenza con la ‘ndrangheta di amministratori e imprenditori del territorio piemontese. Il cemento, in Piemonte e non solo, lo gestisce la ‘ndrangheta. Ma di questo le Istituzioni preferiscono non discutere.
    Piu’ che lasciare un vuoto, credo che il movimento NoTav nasca da un vuoto istituzionale che i cittadni non tollerano piu’, dalla Val susa a Torino.
    Il vuoto istituzionale, di quelle istituzioni che, a diversi livelli, non tutelano l’interesse collettivo ma quello di singoli faccendieri e che poi, dovendo pagare il conto, fanno di tutto per reprimere il dissenso.
    Il vuoto decisionale e democratico, per cui la popolazione, addirittura fino alla fase di esproprio coatto, non e’ mai stata consultata su di un’opera a cosi’ alto impatto ambientale e sociale.
    Per quanto concerne l’opera in se’, sappiamo da tempo essere inutile e dannosa. Allora, chiediamoci perche’ si insista tanto nel farla. Hanno gia’ costruito un’autostrada con le imprese della ‘ndrangheta, i valsusini non permetteranno che si costruisca anche una ferrovia in questo modo.
    In ultimo, mi permetto di ricordare che noi torinesi abbiamo sempre preso il TGV, che andava molto veloce, anche se lo faceva in francese.

  3. http://chiara-di-notte.blogspot.com/2012/03/lequipaggio-del-carro-ha-ricevuto-un.html#axzz1nriNJ7B2

    Non dimentichiamoci mai che i Carabinieri fanno parte dell’Esercito. In questo momento l’Esercito è in azione contro la popolazione.
    Da una parte migliaia di soldati addestrati e pagati.
    Dall’altra gente, volontari, solidali, che rischiano sulla propria pelle, sulla propria fedina penale e di tasca propria.
    E poi si vuole fare un violento di un manifestante che, facendo guerra psicologica assolutamente non violenta, dice pure cose giustissime. Perchè non hanno un numero identificativo i carabinieri italiani come succede in tutti i paesi civili???
    Perchè entrano nei bar sfondando le porte coi manganelli SENZA MANDATO?

    http://video.repubblica.it/dossier/battaglia-no-tav/irruzione-della-polizia-in-un-bar-a-caccia-dei-notav/89285/87678?ref=HRER2-1

    Vergogna!!!!!

    E di fronte a situazioni del genere dovremmo essere equidistanti?

  4. La ‘ndrangheta tenta di infiltrarsi (e ci riesce spesso) in qualsiasi lavoro privato o pubblico. grande o piccolo, non credo che la rinuncia alle infrastrutture sia un buon sistema per combattere la mafia. Oppure forse si pensa che se si decidesse di ristrutturare la vecchia linea del 1850 (con il “ballast” contaminato da amianto esposto ai quattro venti, con i treni che passano attraverso i centri abitati e il pericolo di una nuova “Viareggio”) la ‘ndrangheta se ne starebbe educatamente in disparte?
    Sono piemontese e seguivo tutti i giorni il TGR, ogni giorno per anni c’è sempre stata una notizia che riguardava incontri, tavoli, discussioni, varianti di tracciato, con i comuni, con la comunità montana, con la regione, con la provincia, con l’osservatorio, mi pare che l’opera sia stata ampiamente discussa.
    Ultima cosa. So che stanno scavando dei tunnel stradali in Val di Susa. Perchè i tunnel stradali vanno bene, e quelli ferroviari no?
    Bisogna forse pensare (seguendo un ragionamento complottistico e dietrologico che non rispecchia il mio pensiero) che dietro ai no-tav ci sono i poteri forti del trasporto su gomma (anche li ci sono infiltrazioni mafiose), del trasporto aereo, dei petrolieri e delle concessioni autostradali, che vedrebbero in quest’opera un pericoloso concorrente?

    • La ‘ndrangheta si e’ gia’ infiltrata anche nelle istituzioni, vedi inchiesta Minotauro secondo cui alcuni sindaci, assessori, tecnici piemontesi sono concretamente ‘ndranghetisti (sono di Torino, e sapere che Fassino abbia vinto le primarie anche con i voti delle ‘ndrine mi preoccupa non poco). Voglio dire che non e’ che la malavita si avvicini saltuariamente ad un singolo appalto. No. Ha costituito imprese edili per il riciclaggio del denaro sporco ed agisce a livello istituzionale per avere accesso a tutte le opere del territorio. E allora io sono a maggior ragione contraria al TAV, perche’ so che costituira’ la banca di riciclaggio della malavita e le inchieste arriveranno dopo la devastazione del territorio e quando la torta sara’ gia’ stata spartita.
      L’abitudine consolidata e tutta italiana di creare un bisogno fittizio di infrastrutture e’ preoccupante. La grande opera non serve a nulla se non a riempire le tasche di qualcuno, e il trasporto su gomma su questa tratta, cosi’ come le previsioni di traffico, non giustificano minimamente il leviatano.
      Checche’ ne dica il TG3 (fonte che personalmente giudico non essere sufficiente), riguardo al confronto sul TAV mi preme sottolineare che se si discute e anche solo una parte risulta non essere d’accordo sulla prosecuzione dei lavori, non si puo’ e non si deve procedere, poiche’ cio’ significa che il tavolo di discussione non e’ riuscito. Ci vuole il reale consenso delle parti, altrimenti il dialogo e’ finto e quel che ne consegue si sintetizza in prove di forza di chi non puo’ fare a meno di reprimere il dissenso per pagare le proprie cambiali alla malavita.
      In ultimo, credo che l’impatto ambientale della galleria del TAV non possa essere paragonato a quello delle gallerie stradali di cui parli. Ma se mi dai ulteriori dettagli su queste, posso capirne qualcosa di piu’.
      Io credo che per dovere di civilta’ bisogna iniziare a ragionare sulla reale sostenibilita’ del nostro vivere. Per questo motivo, meno la merce si muove meglio e’, per me, e il TAV, nato gia’ obsoleto, diventerebbe archeologia.

      • Concedimi un’obiezione: l’abitudine di creare un bisogno fittizio di infrastrutture non è tutta italiana, dato che i francesi dall’altra parte stanno già scavando.

        Mi chiedi delle gallerie stradali? Il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus. Tra le altre.

        Riguardo al dialogo.
        Si potrebbe anche fare una legge sull’approvazione delle opere pubbliche che conceda il diritto di veto a una qualsiasi delle amministrazione coinvolte.
        Però questo farebbe lievitare all’infinito i costi e i tempi di approvazione delle opere, perchè ovviamente si presterebbe a richieste esose di contropartite e compensazioni.
        Adesso comunque è quasi così. Nella linea TAV Torno Milano sono costate di più queste ultime che la linea ferroviaria in se stessa.

        Per qunto riguarda l’ultimo punto, la sostenibilità, è l’unico argomento che potrebbe anche farmi cambiare idea, anche se comunque il trasporto ferroviario è uno dei sistemi migliori sotto questo aspetto.

  5. Io alle tue parole aggiungo solo che se i partiti (tutti), e la ‘ndrangheta, vogliono i nostri soldi, che li rubino come hanno sempre fatto, ma che non devastino un’intera regione e i suoi abitanti con un’opera che ormai anche gli addetti ai lavori (messi a tacere dalla censura) reputano assolutamente inutile, e dannosa.
    Per il resto, la TAV a qualcosa è servita: a togliere la maschera a un Paese che di facciata vuol sembrare civle e democratico.

  6. “I ragionevoli dubbi che lasciano il passo a contestazioni sempre più scomposte, fino a diventare ostaggio dell’ideologismo e delle violenze.” Perché parli di ideologismo? Qual’è l’ideologia dei No-Tav?

    Io personalmente vedo esattamente l’opposto. Vedo, certo, la mancanza di lucidità nelle azioni di una popolazione che ha vissuto questo stato di continua opposizione alle forze dello Stato troppo a lungo, con la conseguenza di esacerbare alcune posizioni fino a farle diventare ostilità.

    Tuttavia, ciò che è davvero interessante della situazione dei No-Tav è proprio la presenza di un argomento ragionevole da parte dei protestanti. Qual’è il valore del raziocinio, del aspetto empricamente probatorio di argomenti di natura tecnica nel dialogo con l’istituzione? Cosa accade quando uno Stato, la cui autorità morale è ai minimi storici, applica con eccessiva leggerezza e nessuna visione prospettica la forza coercitiva al dissenso di uomini che hanno esericitato la propria ragione per contrapporsi alle decisioni dello Stato stesso? Si è prima soggetti alle leggi dello Stato e solo poi liberi di esercitare il proprio razioncinio collettivo?
    E’ proprio il fatto che ci sono ragioni fondate e che tali ragioni non sono mai state discusse nel merito dalle istituzioni a trendere i No-Tav così pervicaci. E questo ai miei occhi è quanto di più distante dal’ideologia si possa pensare.

  7. Eccellente post. Prima o poi mi piacerebbe avere qualche documento sulle reali necessità di quest’opera, oltre a quelli come sempre ottimi de la voce http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001553.html oramai un poco datati. Sospetto che i motivi per considerare la Tav una baggianata siano aumentati. Chiaramente, questo non giustifica certi eccessi di chi vi si oppone. Ma qualunque protesta (meglio, qualunque opera in cui sia previsto apporto umano) comprenderà personaggi di scadente qualità vuoi intellettuale, vuoi morale. La domanda è, se il confronto nel merito viene sempre eluso, cosa rimane? Certo, la protesta pacifica, ma come ha fatto osservare Travaglio ieri sera, fino a quando si è pacifici, non se ne parla. Dopo, se ne parla come di violenza senza senso. E la gente continua ad essere disinformata nel merito.

    Mi permetto di provocare, se il contrasto alla Tav è sicuramente una roba troppo seria per lasciarla nelle mani dei No-Tav, ma se non lo fa nessun altro in maniera efficace, allora abbiamo diritto di criticare chi lo fa in modo sostanziale, sbagliando? Non chiaramente nel senso di libertà di criticare, chiunque può. Ma la critica ha molto senso, o diventa esercizio laputiano?

    Michele gardini

  8. non credo che la question sia NO-TAV contro stampa. La questione e’ mille o centomila persone NOTAV contro il resto degli italiani. Non è possibile che una valle, anzi mezza valle, metta in scacco l’intero Paese. E se io che abito vicino a Fiumicino bloccassi l’aeroporto perche’ fa rumore? e se chi abita vicino a un’autostrada la blocca perche’ da’ fastidio? e se qualunque cosa si faccia dovesse essere bloccata dalla minoranza cui, legittimamente, non piace? Non escludo affatto che i No Tav abbiano ragione: ho letto molta documentazione e anche io ho serissimi dubbi e la colpa è di chi ha governato male la questione sin dall’inizio. Ma ci sara’ sempre qualche dubbio, e la possibilità di errori, in qualunque grande impresa; non fare nulla non è la soluzione, anzi è la strada sicura per perdere.
    Naturalmente i No Tav diranno che gli italiani sono stati male informati e se sapessero sarebbero contrari. Possibile, quindi fate tutto il possibile per informare. Ma pretendere di bloccare quella che, fino a prova contraria, e’ la decisione di governi legittimi (di destra, sinistra e tecnici) eletti da noi, è sbagliato e mi troverà sempre contrario.

    • http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_ferrovia_Torino-Lione

      e in particolare questo paragrafo: La presenza di minerali uraniferi, amiantiferi e le alte temperature

      Ce n’è abbastanza per farsi drizzare i peli della schiena, ma queste cose dai media vengono rigorosamente taciute.
      Secondo te, se dedicassero una trasmissione di due ore in prima serata, di vera informazione, su quello che comporta davvero uno scavo di quella portata, gli italiani sarebbero ancora favorevoli al TAV e ai vari governi che l’hanno appoggiato?

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