Sappiamo il finale

Da queste parti non si sono mai risparmiate le critiche al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo. E non si ha alcuna intenzione di salire sul carro del vincitore – perché, come era facile intuire, di vincitore si tratta. Semplicemente, qui non piacciono i moralismi. E, soprattutto, non piacciono le parole che non significano nulla. O le analisi smemorate. Come quelle di chi scopre solo oggi che il M5S è il vero Terzo Polo nel Paese – mentre lo è già dalle scorse amministrative (lasciate perdere il dato aggregato, non è statisticamente corretto – e poi il punto sono i risultati individuali, che oggi in Veneto hanno portato al primo sindaco ‘grillino’ e a svariate percentuali in doppia cifra). Molto banalmente, il Movimento sta dilagando nel vuoto di questa politica. In molti sono preoccupati. Io credo che ci sia non soltanto insofferenza, in chi lo vota (non è il mio caso), ma anche una volontà reale di cambiamento che non si può bollare con parole altrettanto vuote come «antipolitica». C’è una richiesta – sacrosanta – di trasparenza. E se non sono in grado di soddisfarla – e per decenni – i partiti tradizionali, non vedo perché strapparsi le vesti se in una democrazia arriva qualcuno di più bravo a incanalare il consenso e farsi voce di quelle istanze. Anche a me preoccupa la demagogia: ma mi preoccupa sempre. Anche quella di chi condanna il Movimento 5 Stelle senza essere stato in grado di disinnescarlo nonostante ne abbia avuto l’opportunità per intere legislature. Per l’ultima volta: la politica, quella che oggi è uscita con le ossa rotte dal voto, ha intenzione di mettersi in discussione sul serio o preferisce continuare a demonizzare tutto ciò che non capisce, o non le piace? E’ un film che abbiamo già visto con Bossi e con Berlusconi. Sappiamo il finale.

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12 thoughts on “Sappiamo il finale

  1. Grillo ha vinto e con lui hanno vinto brave persone, belle idee, progetti interessanti.
    Ma il movimento dovrà maturare, cambiare stile, “istituzionalizzarsi”, questa sarà la sfida. Speriamo che gli altri partiti – messi a confronto con movimento perlomeno pulito e con degli scopi apprezzabili (pulire la politica) – possano migliorarsi.
    Ho detto speriamo, non ho detto che ci creda!

  2. La demagogia di Grillo è un po’ come la storia del “giustizialismo” verso Berlusconi, per cui se vuoi mandare in galera un criminale è normale, se vuoi mandare in galera Berlusconi sei giustizialista. La demagogia di Grillo è la stessa cosa: Grillo dice che i partiti sono in larga parte corrrotti, che sono lontani dal paese, e non sono in grado di gestire i problemi reali, ed è semplicemente la verità, e per questo la gente è d’accordo con lui. Ma siccome i partiti tradizionali sono sempre meno seguiti si dice che quella di Grillo è demagogia, che è come dire che il fatto che lui sia amato e seguito è negativo, mentre il fatto che i partiti tradizionali siano odiati e disprezzati è positivo perchè è segno che sono seri. Certo è preoccupante il codazzo di adoratori di Grillo che lo idolatrano e pendono dalle sue labbra, ma probabilmente al giorno d’oggi è inevitabile che accada per qualunque personaggio famoso, quello che è positivo è se non altro che Grillo ha fatto tantissime proposte e ha tantissime idee e aperture alle migliori idee ed esperienze all’estero, mentre Berlusconi ottenne il suo codazzo di adoratori semplicemente dicendo “sono ricco, ho avuto successo, votatemi per questo e vi darò un milione di posti di lavoro”, e Bossi… beh Bossi sinceramente non l’ho mai capito, che abbia avuto successo cavalcando tangentopoli e il desiderio di rinnovamento e di onestà unito al razzismo e agli interessi particolari del nord è chiaro, ma proprio non riesco a capire come una qualunque persona possa adorarlo…
    Il problema principale di grillo è che è un uomo solo, se dovessero ucciderlo o costringerlo in qualche modo ad andarsene tutto finirebbe con lui, perchè è la sua figura che dà unità al movimento e coordinazione e immagine. E l’italia è piena di assassini pronti a uccidere chiunque minacci gli interessi dei poteri forti, è dal tempo di falcone e borsellino che non entrano più in azione ma se Grillo dovesse alzare la testa alle prossime elezioni politiche l’anno prossimo…

  3. Prova ad avere altre prospettive. Il “non senso” esistenziale non può esistere con una visione rigida e demagogica della realtà, soprattutto in “questa” realtà cosi veloce, che si evolve in tutti i campi. Chi rimane a guardare i vecchi film, è un romantico che si perde i sogni degli effetti speciali… che crede che il resto non possa dare emozione. Mi spiace. Ciao.

  4. Capisco le critiche al m5s, non é assolutamente il partito perfetto. smettiamo però di definirlo demagogo. mi sembrano molto più demagoghi il pdl ed il suo ” non paghiamo le tasse”, od il pd, o Vendola o ancora l’idv, o chiunque sostiene davanti alle tv di voler abbassare i costi della politica mentre il suo conto corrente si riempe di soldi insanguinati. Alla luce di ciò dimmi chi vedi migliore del m5s

    • OK, il Mov.5stelle ha sfondato il vecchio…dovrà governare, fare alleanze, dovrà in qualche modo, sporcarsi le mani, dovrà mediare con i vecchi tromboni ecc.

      Dovrà dimostrare quanto vale, quanto c’è di fattibile di ciò che dice…insomma, alla fine dovrà passare anch’esso le forche gaudine del qualunquismo,della disperazione,dei finaziamenti pubblici,degli affari, degli appalti, dei licenziati,degli extra comunitari irregolari ecc.

      Basta non aver fretta e saper aspettare…e i nodi verranno al pettine; solo allora il popolo sovrano saprà se tenerlo o buttarlo via; e penso che non ci sarà popolo di internet che tenga.

      Antonio Gramsci scriveva” Solo il popolo è la reale forza motrice della propria storia.”

      Ecco dopo berlusconi-bossi, sotto a chi tocca, e così sia…

  5. Pingback: Sappiamo il finale « Il Malpaese

  6. Reblogged this on Fijidemalagrotta and commented:
    Premesso che il pensiero di Grillo non mi appartiene, politicamente parlando, sul concetto di antipolitica mi sto piegando dalle risate..e dalle coliche.
    Chi agita lo spauracchio dell’antipolitica (andatevi a vedere le firme di chi utilizza questo termine) contrappone Grillo alla “politica” cioè Berlusconi, Carfagna, Scilipoti…e potete continuare quanto volete…
    Forse allora lo dicono in malafede oppure intendevano “antipolitici”.
    Ad ogni modo una riflessione andrebbe fatta in relazione al crollo di Craxi che vide poi l’ascesa di Berlusconi. In definitiva quando si crea un vuoto questo viene riempito da chi è più vicino e sicuramente Grillo è più vicino a Berlusconi (allo stile “politico” quantomeno) con la conseguenza che è più facile che chi ha votato fino a ieri per Berlusconi oggi voti Grillo.

  7. Condivido l’analisi. Continuo ad essere stupito dell’incapacità dei politici italiani di fare autocritica e di recedere da almeno una parte dei loro privilegi, ma di politica non si può fare a meno: semplicemente la si può fare in altri modi. Il M5S non è soltanto Grillo ma tanti attivisti e volontari, ed è per questo che spero (senza averne la certezza) che possa venirne qualcosa di buono.

    Non sono per nulla un grillino e non condivido molte delle sue idee ma se l’alternativa è l’astensione… allora vada per i movimenti. Forse è giunto il momento di delegare meno e controllare di più.

  8. E quella che ha cancellato un referndum in Piemonte, che lo si attende da ben 25 anni (25 ANNI !!!), con la scusa che 22 milioni di euro sono troppi, in questa nostra epoca, per un referendum, non è demagogia ?

    Siamo arrivato così tanto con le pezza al culo in questo Paese? Ma la democrazia quanto costa? 22 milioni di euro? Ma non dovrebbe essere considerato un bene inestimabile? Stiamo vivendo un’epoca pericolosissima ma pochi se ne accorgono… Nessun quotidiano si è scandalizzato.

    http://camoscibianchi.wordpress.com/2012/05/04/democrazia/

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