C’è festino e festino.

Roberto Calderoli, sui festini di Berlusconi (17 settembre 2011):

«Cosa ho provato leggendo le intercettazioni di Berlusconi? Un’invidia tremenda, sono invidioso da pazzi

Roberto Calderoli, su un presunto festino di Monti (4 gennaio 2012):

Roberto Calderoli annuncia una interrogazione parlamentare nei confronti del premier, Mario Monti, chiedendo «se corrisponda alla verità la notizia secondo cui la notte dell’ultimo dell’anno si siano tenuti dei festeggiamenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in Palazzo Chigi».

[...]

Per l’esponente leghista «Monti dovrebbe rassegnarele dimissioni».

Il senatore ‘lumbard’ domanda «chi abbia sostenuto gli oneri diretti e indiretti della serata, con particolare riferimento alla sicurezza e agli straordinari del personale addetto, e se gli stessi sono stati già corrisposti».

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«La notizia sta girando e necessita di una rapida risposta – afferma l’ex ministro – Francamente non riesco a crederci, perché in un momento del genere, in cui i cittadini sono costretti a tirare la cinghia, per usare un eufemismo, dalle misure adottate da questo Governo, sarebbe davvero incredibile, oltre che gravissimo, se venisse confermato che il premier ha utilizzato un Palazzo istituzionale e il relativo personale per una festa di natura privata

Pensa che strano, quando a farli era Berlusconi tutte queste domande proprio non gli sono venute in mente, anche se di mezzo c’era la scorta del presidente del Consiglio ridotta a fare la guardia della compagnia di giro del bunga bunga. Sarà per via della solita coerenza padana

Ruby al Tg1: tanto rumore per «alcune cene».

Insomma, c’è una vicenda in cui ci sarebbero in ballo doni monetari in contanti (dai 30 ai 150 mila euro, dipende dai racconti), abiti, gioielli e un centro benessere fatti dal presidente del Consiglio in persona a una minorenne come ricordo di serate passate in piscina insieme a un numero indefinito, ma probabilmente a due cifre, di escort rimediate per l’occasione da zelanti (e indagati per favoreggiamento della prostituzione) esponenti dell’entourage dello stesso presidente del Consiglio.

Ci sarebbero telefonate (non smentite) dalla presidenza del Consiglio alla Questura milanese per imporre il rilascio della stessa minorenne, Ruby H., definita per l’occasione la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak, accusata in quel momento di furto e priva di documenti. Così che possa allontanarsi insieme alla ex igienista dentale del presidente del Consiglio, naturalmente.

Ecco, ci sarebbe una vicenda tutta da verificare, il cui contenuto, tuttavia, è per sommi capi quello appena esposto.

Non per l’edizione odierna delle 13:30 del Tg1. Per il principale servizio di informazione della televisione pubblica, la questione riguarda «alcune cene nella residenza di Silvio Berlusconi». Grazia Graziadei ha quasi due minuti per spiegare ai telespettatori cosa sia successo. E dovrebbe farlo, dato che il presentatore si è limitato alle «cene». Invece si ferma all’attacco: «Verbali rilanciati dai giornali. Tutto ruota intorno alle presunte dichiarazioni di una marocchina minorenne che secondo organi di stampa avrebbe partecipato a cene nella residenza del premier ad Arcore».

E che c’è di male? Serve aprire un’inchiesta per qualche cenetta a casa del presidente del Consiglio? Gli spettatori del Tg1 saranno costretti a rimanere nel dubbio, dato che dopo i dieci secondi netti spesi per illustrare il contenuto della vicenda, Graziadei decide di impiegare il restante minuto e trenta a negare l’esistenza delle denunce «della giovane marocchina» (e due), far credere che il succo della questione sia la presenza a tavola di Daniela Santanchè e Georg Clooney e registrare le reazioni di Sandro Bondi, Niccolò Ghedini e della stessa Santanchè (sempre in nome del pluralismo). Che può disporre di ben 53 secondi di orologio per dire che sì, insomma, bastava fare una telefonata a Clooney, lui avrebbe confermato che non si sono mai conosciuti.

In questo video, il confronto con chi, al contrario, ha deciso di dare la vera notizia:

Nell’edizione delle 20:00, le «cene», diventano «feste». Ma solo sul sito. In video, a parte un incomprensibile titolo «Ruby e le feste ad Arcore» (incomprensibile perché né del nome Ruby né dell’idea che di mezzo ci siano feste i telespettatori del Tg1 sanno alcunché), restano «cene». Anche se nei quasi tre minuti di servizio appare una citazione rapidissima e del tutto non contestualizzata del «presunto intervento di palazzo Chigi per fare rilasciare la ragazza marocchina per furto» (furto di che?, perché?, che c’entra?). Solo per poter mandare in onda la replica di Berlusconi, che altrimenti non avrebbe senso (è sempre il solito dilemma della disinformazione: come dare una smentita senza dare la notizia?).

In compenso resta la “fondamentale” punzecchiatura ad Annozero («nessun contraddittorio, usiamo il sistema di Annozero: contraddittorio nei miei confronti, zero»). Poi ancora un paio di sottolineature del termine “marocchina”, il tempo di mandare in onda la replica di Emilio Fede al Tg4 e ripetere per intero i 53 secondi a Santanchè, e il gioco (di Minzolini) è fatto.

Insomma, pretendere che il Tg1 spiegasse il significato della “bunga bunga” menzionata da Ruby (e – a quanto dice – praticata dal presidente del Consiglio) sarebbe stato troppo. Ma almeno impedire che il nulla prendesse, per l’ennesima volta, il posto delle notizie sarebbe stato doveroso.