Nei mesi scorsi, sul web, gli anarchici

Sull’agguato che ha colpito il dirigente dell’Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi, tutti i giornali online citano con grande evidenza che gli inquirenti starebbero seguendo «la pista anarchica» e «dell’eversione». Tra le prove, la dinamica dell’accaduto – secondo le prime ricostruzioni. E una frase, evidentemente di agenzia, ripresa più o meno in tutti i servizi. Cito la versione del Secolo XIX, il quotidiano di Genova, dove è stato colpito Adinolfi:

Nei mesi scorsi sul web era circolato l’appello di alcuni gruppi anarchici «ad alzare il tiro», «a pensare di passare ad una fase che possa prevedere l’azione armata».

Ora, a prescindere dalla plausibilità della «pista anarchica» (il fatto che gli inquirenti abbiano dichiarato che «non si escludono altri moventi, come motivi privati» e che il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, abbia detto: «Dobbiamo ancora orientarci, sono in corso i primi rilievi», dovrebbe invitare alla prudenza – specie per un tema così delicato), ci si può e ci si deve chiedere il valore giornalistico di questa frase. Ponendosi alcune domande:

«Nei mesi scorsi»: quando?
«sul web era circolato»: su quali siti?
«l’appello»: quale?
«di alcuni gruppi anarchici»: quali?

Da ultimo: i virgolettati («alzare il tiro», «azione armata») da dove provengono?

Mancando tutte queste risposte, che senso ha inserire questa frase all’interno di un articolo di cronaca? Qual è il valore giornalistico di queste affermazioni? Cosa aggiungono della ricostruzione dell’accaduto? Cosa al tentativo di comprendere i fatti?

Messe così, queste affermazioni servono solamente ad alimentare dichiarazioni allarmistiche sul ritorno delle BR. Visto il clima che si respira nel Paese e in Europa, sarebbe meglio limitarsi alla cronaca.

(Foto: Repubblica.it)