Il raduno nazi-fascista con il patrocinio (e i soldi) del Comune di Milano.

Una commemorazione nazi-fascista col patrocinio del Comune di Milano. Fantascienza? No, realtà. Almeno secondo la denuncia del consigliere regionale uscente Luciano Muhlbauer:

A Milano si sta preparando un raduno nazifascista in grande stile con la copertura di settori del Pdl e finanche della Lega Nord. Il tutto inizierà domenica prossima al Cimitero Maggiore, con una messa in onore di Mussolini, e proseguirà con una settimana di iniziative che durerà dal 24 aprile al 1° Maggio.

Momento clou sarà il concerto  – inizialmente previsto addirittura per il 25 aprile – del 2 maggio, che ha ricevuto il patrocinio del Consiglio di Zona 3 di Milano, oltre a un finanziamento di 1000 euro.

Notizia nella notizia, tuttavia, è che la delibera non abbia trovato una opposizione compatta da parte del PD, che secondo Muhlbauer “si è incredibilmente diviso e metà gruppo ha votato a favore, insieme alle destre“. 

Non tutti ci stanno. Fortemente contrario all’iniziativa – e critico dell’atteggiamento tenuto dal suo partito – è Giuseppe Civati, che raggiunto al telefono conferma quanto scritto da Muhlbauer e aggiunge: “Sono stato duramente criticato dal mio partito per avere manifestato dissenso. E mi hanno pure telefonato per dirmi che sono un coglione e che non so fare il dirigente“. 

Ecco che si guadagna a fare davvero l’opposizione.

Se non vi è piaciuto il manganello “goliardico”…

 

Se proprio il manganello “goliardico” in legno non vi ha divertito, su Ultima Bandiera avete l’occasione di rifarvi.

Come? Sfoggiando con gli amici un bel manganello da squadrista (questa volta, incredibilmente, senza goliardia)

manganello1

Tutti vi invidieranno, dato che sarete proprio come le “milizie fasciste all’epoca della marcia su Roma”. Per gli incontentabili, ad ogni modo, c’è una sfilza (…) di daghe (neanche queste goliardiche), tra cui le repliche di quelle originariamente in possesso di nobili figure storiche quali le SS, la Luftwaffe, Goring e Rommel.

Per i più viziati, poi, ecco il top della gamma:

daga1Del resto, il brivido di sentirsi parte della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale non ha prezzo.  

Ultima Bandiera, per chi se lo stesse chiedendo, si definisce a questo modo:

chisiamofasci

Sottolineo “assoluto splendore“. Particolarmente divertente anche il riferimento al luogo di culto “per chiunque intenda trovare ciò che cerca”. Raccoglimento e tolleranza, immagino.

Per farsi un’idea del cliente “tipo”, invece, viene in aiuto Facebook. Su cui si trova un gruppo facente capo proprio a Ultima Bandiera:

ultimabandiera forum

che conta 263 membri, tra cui insieme ai “sospettabili”

  • Movimento Sociale Fiamma Tricolore Taurianova
  • Forza Nuova Ferrara
  • Forza Nuova Ortona
  • Forza Nuova Livorno

figura il meno prevedibile “Circolo PDL Roccapiemonte”. 

Il tono dei commenti? “A noi”, “Ave, nobis”, “un cameratesco abbraccio”. 

Se solo non avessi speso tutti i miei soldi per il “capolavoro immortale” di cui leggo continuamente su Libero e Il Giornale

Il manganello “goliardico” in legno: è il pensiero che conta.

Su Facebook oltre 600 persone sono iscritte al gruppo “Per un mondo più pulito ce vorrebbe Zio Benito“. In cui oltre a commenti come “A NOI”, “Viva il Duce” e “Un saluto a tutti i Camerati”, si trova l’indirizzo di un sito, IlDuce.net, che viene indicato come di riferimento dal fondatore del gruppo. Come dimostra questa immagine:

benito

Il sito vende simpatici gadget per nostalgici del Ventennio. Magliette con scritto “Siamo il male assoluto! Siamo bellissimi” o raffiguranti lo stemma della X Mas. O, se preferite, con slogan inneggianti la tolleranza, come “Cuore nero. Nessuna Resa. 100% Anticomunista” o “Molti nemici molto onore”. Cappellini ricamati. Sciarpe di lana.

Non sapete che regalare? Il sito vi dà una mano, indicando gli “articoli più venduti”. Ed è proprio tra questi che troviamo il manganello goliardico in legno con stampa. Ovvero questo:

Un successone (gradimento indicato dagli utenti: 10/10). E un prezioso dono per chi, nel nome del Duce, volesse divertirsi a organizzare qualche Ronda Nera tra amici. Goliardica, s’intende.

Del resto, è il pensiero che conta.

Scontri tra ronde: due suggerimenti per evitare che si ripetano.

Scontri sabato notte alla periferia di Massa tra ronde neofasciste (SSS – Soccorso Sociale e Sicurezza) e ronde neocomuniste (Ronda Proletaria Antifascista) in occasione della Festa della Resistenza di Pertaccia. [1] Bilancio: tre agenti feriti, due membri della ronda antifascista arrestati e due denunciati; inoltre disagi alle stazioni di Massa (con conseguente blocco della linea ferroviaria Genova-Pisa per due ore) e Napoli.

Alla luce di quanto avvenuto, viene naturale chiedersi: si tratta di un effetto naturale del ddl sicurezza approvato (a colpi di fiducia) il 2 luglio? Testo in cui, va ricordato, vengono introdotte le “associazioni di volontari per il presidio sul territorio” [2], cioè vengono legalizzate le succitate ronde.

Più precisamente, lo stesso Ministero dell’Interno sintetizza in questo modo la novità normativa: “I sindaci possono avvalersi di associazioni di cittadini non armati per il presidio del territorio. Le così dette ronde, dovranno essere iscritte in un apposito elenco e regolamentate con decreto ministeriale.” [3] Le ronde saranno legali a partire dall’8 agosto, giorno di pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.

Il che esclude che le ronde sopra citate (come ogni altra) siano attualmente legali. E dunque, che siano figlie del ddl sicurezza (tanto più che dell’operato delle SSS parlava già un articolo de L’Unità del marzo 2009 [4]). 

Tuttavia l’approvazione del decreto sicurezza fa sorgere una nuova, e più inquietante, domanda: potranno ronde di questo tipo diventare legali? 

La legge sembra suggerire che lo potranno, a condizione che il sindaco competente lo ritenga appropriato, e che siano conformi a un (ancora ipotetico) regolamento ministeriale. 

Visto che oramai il decreto è legge, mi sento di dare due suggerimenti al legislatore per la sua effettiva implementazione sul territorio: 

1. Le ronde devono essere apolitiche, come lo è la polizia; pena il fomentare scontri, come quello di Massa, di chiara coloritura ideologica.

2. I sindaci devono essere dotati di effettivi strumenti di controllo sull’attività delle ronde, in modo da essere in grado di continuare a trattare le associazioni volontarie illegali come tali, e consentire un corretto operato a quelle legali.

La cronaca dei prossimi mesi ci dirà se questi suggerimenti saranno stati accolti. Tuttavia, mentre il punto 2 sembra causare problemi meramente pratici, il punto 1 solleva una questione più complessa, ovvero la separazione del monopolio sulla violenza dall’ideologia. 

La vicenda delle “Ronde Nere” testimonia la difficoltà di portare a termine tale separazione. Non a caso una delle prime preoccupazioni del coordinatore della “Guardia Nazionale Italiana” (questo il nome corretto delle “Ronde Nere”) Giuseppe Giganti è stato di dichiarare che  «La nostra funzione sarà esclusivamente di segnalazione, per comunicare qualsiasi problema alle forze dell’ordine [..]. Costituiamo una Onlus, inquadrata come Protezione civile, a cui tutti possono accedere, anche chi è di sinistra perché la politica non c’entra» [5].

Questo nonostante il fondatore Gaetano Saya sia il Presidente del Partito Nazionalista Italiano [6], sulla cui idea di tolleranza invito il lettore a farsi una sua propria opinione. 

Come potrà il legislatore impedire il proliferare di tali fenomeni di accorpamento di estremismo politico e “vigilanza spontanea”? Ci vorranno forse delle ronde che controllino le ronde? 

Non ci resta che confidare che, almeno in questo caso, chi ha formulato la domanda conosca la risposta.

 

 

Note: 

 

[1] http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_26/scontri_ronde_massa_4b3a77e2-79cb-11de-884e-00144f02aabc.shtml e http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200907articoli/45896girata.asp

[2]http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/sicurezza/0168_2009_07_24_legge_sicurezza.html

Il testo integrale del decreto si trova qui: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0189_legge_15_luglio_2009_n.94.pdf

[3]http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0274_Pacchetto_sicurezza_scheda_ddl.pdf

[4] http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/notiziari/rassegna_stampa/quotidiani_periodici/visualizza_asset.html_1403668222.html

[5]http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_13/ronde_nere_msi_legge_sicurezza_saia_minniti_0ce89362-5828-11de-831b-00144f02aabc.shtml

[6] http://www.partitonazionalistaitaliano.org/home.html